Notte del 17 aprile 2025, mare al largo di Arbatax. Un membro dell’equipaggio di una nave cargo, la MERNA1, è ferito e necessita di un immediato trasferimento in ospedale.
Il 13° MRSC (Maritime Rescue Sub Centre) di Cagliari allerta il Rescue Coordination Centre del Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico (FE), che dispone il decollo dell’assetto SAR in prontezza più vicino e adatto al tipo di emergenza: un elicottero HH-139B dell’80° Centro SAR del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare.
Pochi minuti e l’equipaggio – un team specializzato composto da piloti, operatore di bordo e aerosoccorritore – decolla dalla base militare di Decimomannu e raggiunge la nave cargo.
I piloti, equipaggiati con i visori NVG (Night Vision Googles) mantengono l’ HH-139B in Hovering sul ponte della nave, mentre viene calato l’aerosoccorritore e la barella. Pochi minuti ed il ferito è già in volo verso l’ospedale Brotzu di Cagliari, verso le cure urgenti che gli salveranno la vita.
A raccontarci questa vicenda è Simone, uno dei piloti che quella notte era lì. Lo fa mostrandoci il video del Flir, che inquadra l’aerosoccorritore sul ponte della nave, con la sua traccia termica circondata da quella degli altri membri dell’equipaggio.
Lo fa raccontando questa missione con tranquillità, come se salvare vite umane per lavoro sia qualcosa di semplice.
Questo è solo l’ultimo di tanti, tantissimi interventi di soccorso che hanno coinvolto gli uomini e le donne del 15° Stormo, il reparto dell’Aeronautica Militare che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, senza soluzione di continuità, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo, inoltre, ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche estreme.
Ormai lo avrete capito, in questo articolo si parla di Search And Rescue, di elicotteri HH-139B e più nello specifico dell’ 80° centro SAR: gli “Speedy” di Decimomannu!

La Storia
L’80° Centro SAR è stato ufficialmente costituito il 1° novembre del 2013, alle dipendenze del 15° Stormo di Cervia. Ma per ripercorrere la storia del Centro, bisogna tornare al 16 Novembre 1960 quando ci fu la costituzione della Squadriglia Soccorso e Collegamenti, ufficiosamente indicata anche come “Sezione Soccorso AWTI”
All’epoca la dotazione iniziale comprendeva un elicottero AB-47J3 coadiuvato da un velivolo C-45 e l’attività operativa ebbe inizio il 1° gennaio 1961. Le nuove esigenze operative portarono, tra il 1961 e il 1962, all’acquisizione di tre aerei Texan T-6G, un ulteriore Beechcraft C-45, tre elicotteri AB-47J e un Macchi M-416
Alla fine del 1963 entrò in servizio il primo di tre elicotteri AB-204B, più potente e meglio equipaggiato rispetto al Bell 47J, segnando un cambiamento nella strategia d’impiego dei mezzi e orientando sempre di più la Squadriglia verso le attività di ricerca e soccorso.
Nella seconda metà degli anni Settanta, la Squadriglia attraversò un periodo di stallo operativo, ma la situazione iniziò a cambiare nel maggio 1979, con l’arrivo del primo elicottero AB-212 AWTI, seguito nel giro di un anno da altri due esemplari.
Tutti gli elicotteri furono acquisiti attraverso un consorzio anglo-tedesco-italiano e conferirono alla Squadriglia una piena capacità di soccorso, sia diurna che notturna.
Negli anni successivi, gli AB-212 AWTI hanno garantito il servizio di allarme operativo 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno per operazioni di ricerca e soccorso, oltre al recupero di radio bersagli e il supporto antincendio su aree sia militari che civili in tutto il territorio nazionale.
L’organico dell’80° Centro SAR viene completato il 1° luglio del 2016 con l’acquisizione della 672ª Squadriglia Collegamento e Soccorso e Recupero Radiobersagli di Perdasdefogu.
Nel 2021 ha preso il via la graduale sostituzione degli AB-212 con i nuovi HH-139, con l’ultimo volo operativo degli AB-212 del Centro che si è svolto il 15 ottobre 2021, segnando la fine di una lunga e onorata carriera.

I compiti dell’80° Centro SAR
Il 15° Stormo rappresenta una realtà peculiare dell’Aeronautica Militare, in quanto ha 5 centri nel territorio nazionale per garantire una copertura capillare.
Il 15° Stormo ha la propria sede sull’aeroporto di Cervia e dispone oggi di cinque Gruppi Volo e un Centro Addestramento Equipaggi. Nello specifico il 15° Stormo comprende:
80º Centro SAR sull’aeroporto di Decimomannu
81º Centro CAE sull’aeroporto di Cervia-Pisignano
82º Centro SAR di Trapani Birgi
83º Centro SAR sull’aeroporto di Cervia-Pisignano
84º Centro SAR sull’aeroporto di Gioia del Colle
85º Centro SAR sull’Aeroporto di Pratica di Mare
Le capacità di base dei 5 Centri sono sostanzialmente le stesse, con alcune differenze che riguardano proprio l’80° Centro di Decimomannu.
Guardando le attività dell’80° Centro SAR, troviamo infatti:
- la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo, inoltre, ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi
- il recupero radiobersagli durante l’attività operativa del Poligono Interforze del Salto di Quirra (PISQ)
- Il concorso alla campagna antincendio boschiva per le installazioni militari ed in supporto alla Regione Sardegna
- lo SMI, Slow Movers Interceptor
L’80° Centro SAR è l’unico che svolge attività di recupero radiobersagli, nello specifico i Mirach prodotti da Leonardo e utilizzati al Poligono Interforze Salto di Quirra.
I Mirach sono bersagli pilotati in remoto che vengono utilizzati per l’addestramento al tiro missilistico contraereo delle unità navali e terrestri e per la valutazione e qualificazione di sistemi d’arma antiaerei in sviluppo. Come aerobersaglio il Mirach è in grado di simulare diverse tipologie di minacce aeree e missilistiche. Nel caso di qualifica di missili inoltre, l’aerobersaglio è in grado di misurare con precisione, tramite il radar di bordo, la traiettoria e l’assetto dei missili di cui costituisce il bersaglio e trasmettere alla stazione di guida a terra, in tempo reale, i dati raccolti.
Dopo l’attività di volo il bersaglio conclude la missione ammarando con l’ausilio di un paracadute, per essere riutilizzato. In questa fase entra in gioco l’80° Centro SAR, che recupera il Mirach con il gancio baricentrico riportandolo sulla terra ferma.

Da alcuni anni il 15° Stormo con i suoi Centri ha inoltre pienamente riacquisito la capacità SMI – Slow Movers Interceptor.
Lo scopo è quello di per far fronte alla minaccia che potrebbe derivare da velivoli a basse prestazioni per i quali gli assetti aerotattici della difesa aerea non rappresentano la soluzione ottimale.
Un jet ad alte prestazioni come può essere un Eurofighter o un F-35 non può volare al di sotto di determinate velocità, per cui anche una volta intercettato un eventuale intruso a basse prestazioni, ovvero lo “slow mover”, non potrebbero concludere le operazioni di identificazione volando accanto allo stesso.
Si è quindi studiato l’impiego degli assetti ad ala rotante, che possono assicurare un range di velocità idoneo all’intercettazione di velivoli a basse prestazioni. Integrati nell’equipaggio Aerosoccorritori appositamente addestrati ed equipaggiati con il Beretta ARX 160
Un esempio di questa attività come ci raccontano i piloti del Centro sono i recenti funerali di Papa Francesco e l’intronizzazione di Papa Leone XIV, quando alcuni assetti del 15° Stormo hanno garantito la sorveglianza dello spazio aereo su Città Del Vaticano e sulla Capitale volando in CAP (Combat Air Patrol) per assicurare un intervento tempestivo qualora la rete di difesa aerea avesse riscontrato eventuali minacce.
Lo stesso supporto il 15° Stormo lo ha fornito anche in occasione del Giubileo del 2016 e di vari G7, compreso quello del 2024.
Dall’HH-212 all’HH-139B
Oggi la spina dorsale di tutto il 15° Stormo dell’Aeronautica Militare è assicurata dagli elicotteri AW-139, che nella versione per l’Aeronautica Militare prende la denominazione HH, Hospital Helicopter, un elicottero bi-turbina di categoria media prodotto da Leonardo a partire dai primi anni 2000.

L’HH-139A è stata una soluzione individuata sul mercato per continuare ad assicurare con efficacia il servizio di ricerca e soccorso aereo con il progressivo ritiro dal servizio dei gloriosi e storici HH-3F, elicotteri che per quasi 40 anni anni hanno garantito il servizio SAR/C-SAR in Italia e all’estero con il 15° Stormo.
L’HH-139, entrato in servizio a Decimomannu a partire dal 2021, è indubbiamente una macchina al passo con i tempi e che ha portato grandissima innovazione. Ma dal punto di vista pratico, dei soccorsi e delle attività dell’80° Centro SAR, cosa è cambiato?
Come ci racconta il Comandante dell’80° Centro SAR, Ten.Col. Roberto Basciu, parlando del passaggio generazionale tra l’HH-212 e l’HH139, “si tratta di due elicotteri di generazioni differenti, con un’architettura di base sostanzialmente abbastanza simile, a parte il numero di pale dei rotori, ma con un’avionica totalmente differente”

“La strumentazione analogica del 212 ha lasciato spazio a una piattaforma tecnologica molto più avanzata e al passo coi tempi, che garantisce precisione e sicurezza prima inarrivabili soprattutto in tema di navigazione, volo notturno e strumentale. L’integrazione coi dispositivi NVG (night vision goggles) consente poi una condotta di volo nella totale oscurità su terra e su mare ampliando enormemente il range di scoperta di eventuali dispersi”
“A ciò si aggiungono apparati come ottiche avanzate (tipo FLIR, Forward Looking InfraRed) che consentono di individuare sagome umane tramite il calore emesso, permettendo ad esempio di individuare un escursionista disperso tra la vegetazione in area montagnosa. O ancora l’Artemis, un sistema che consente di individuare la posizione di un telefono cellulare una volta ottenuti i relativi codici dalle autorità competenti, consentendo quindi di risalire alla posizione di un disperso anche qualora questi avesse perso i sensi, a patto che il cellulare sia acceso”

Dal 30 novembre 2020 è operativo nell’Aeronautica Militare l’HH-139 nella versione “Bravo”, che presenta diversi accorgimenti tecnici che permettono di migliorare la capacità operativa e ad aumentare pertanto la flessibilità d’impiego per rispondere alle missioni peculiari dello Stormo.
Tra i miglioramenti della nuova versione troviamo:
- doppio verricello, che aumenta l’affidabilità del sistema e la sicurezza durante le operazioni di recupero
- una mission consolle, che gestita dall’Operatore di Bordo consente una migliore gestione degli apparati di bordo ai fini della ricerca di eventuali dispersi
- MTOW portata a 7000kg (da 6800kg) per una maggiore capacità di carico
- aggiornamento di sistemi e avionica, come ad esempio il sistema AIS – Automatic Identification System che consente una migliore interazione con i mezzi navali e l’OPLS – Obstacle Proximity LIDAR System che favorisce l’identificazione e la separazione del rotore con gli ostacoli
- Implementazione dell’ARTEMIS Airborne System, sistema che permette la localizzazione di eventuali dispersi tramite la localizzazione dei telefoni cellulari.
In volo con gli “Speedy”
E’ una calda giornata di fine maggio a Decimomannu, quando varchiamo i cancelli della base.
Mentre percorriamo le lunghe strade all’interno dell’aeroporto stanno già iniziando le prime missioni della giornata della IFTS, una scuola di volo all’avanguardia, nata dalla collaborazione tra l’Aeronautica Militare e Leonardo, che offre un percorso formativo completo per i piloti militari italiani e stranieri.
I T-346 in decollo fanno da sfondo ai Tornado del 6° Stormo di Ghedi, rischierati qui a Decimo per la campagna tiri in poligono, in una base sempre ricca di attività.
Tra i reparti basati qui a Decimomannu c’è uno dei centri del 15° Stormo, l’80° Centro SAR.
È con loro che oggi voleremo a bordo di uno degli assetti più versatili e tecnologicamente avanzati della flotta dell’Aeronautica Militare: l’elicottero HH-139B.
La giornata al centro scorre veloce e la passiamo incontrando i protagonisti di soccorsi e attività, dagli specialisti che lavorano dietro le quinte per garantire che i mezzi siano efficienti e pronti al decollo a piloti e aerosoccorritori. Ci raccontano la storia del centro che vi abbiamo scritto poco sopra e con non poca nostalgia ci parlano dei “vecchi tempi” e dei soccorsi con gli HH-212, elicotteri che hanno segnato la storia del Centro e che hanno garantito per anni migliaia di interventi.
Ci raccontano dei soccorsi su mare e su terra, ma anche di numerose campagne anti incendio al fianco della Protezione Civile e dei Canadair dei Vigili del Fuoco, per contrastare una minaccia che in Sardegna è sempre dietro l’angolo nel periodo estivo.
Davanti ad un caffè alcuni dei piloti più giovani, già nati nell’era HH-139, ci raccontano di missioni di soccorso come se fosse stata una passeggiata nel giardino di casa. Piloti e aerosoccorritori che alla soglia dei 30 anni hanno già salvato decine di persone, come se fare parte di un equipaggio di volo del 15° Stormo sia un lavoro come gli altri. Per loro è così, lo raccontano con umiltà e con passione, ma tutti ci rendiamo conto di quanto sia importante quello che fanno e di quanto sforzo richieda.
Si tratta di un mestiere altamente gratificante, sebbene richieda continuamente sacrifici per la preparazione teorica e fisica continuamente richieste per svolgere questo lavoro con la sicurezza ed efficacia indispensabili per salvare vite umane durante i soccorsi, che spesso si svolgono in condizioni avverse.
Ma lo sguardo carico di gratitudine di un superstite portato a bordo dell’elicottero dopo essersi magari ritrovato travolto da un’alluvione, o dopo esser stato alla deriva nel moto ondoso di notte per ore, ripaga di ogni sforzo. (Massimiliano, Aerosoccorritore 80° Centro SAR)
Dopo una giornata con il personale alla scoperta delle peculiarità del reparto, l’orario della nostra missione si avvicina. Decollo previsto per le ore 18:00 locali, orario in cui termina la prontezza di intervento SAR del Centro.
La prontezza di intervento SAR rappresenta il tempo massimo entro il quale l’assetto dedicato deve decollare dal momento dell’ordine esecutivo, che arriva dal COA di Poggio Renatico. Tale prontezza per l’80° Centro SAR è spesso di soli 30 minuti (contro i 60 degli altri centri) laddove gli equipaggi debbano coprire l’allarme per attività operativa di velivoli operanti presso l’RSSTA di Decimomannu, ovvero Reparti rischierati, italiani e stranieri, o la scuola IFTS di recente costituzione.
Oggi voleremo una missione per noi fotografi diversa dal solito, potendo seguire gli equipaggi del Centro in due delle attività che li vedono impiegati e sulle quali si addestrano.
Seguiremo infatti due elicotteri impegnati rispettivamente nell’addestramento SAR e in quello AIB, documentando e scoprendo da vicino le peculiarità di entrambe le attività.

Ad accoglierci prima del volo c’è l’equipaggio di prontezza del giorno: due piloti, un operatore di bordo e un aerosoccorritore. Sono parte della componente operativa del centro, chiamati ad assicurare la prontezza 24 ore su 24 per ogni tipo di missione SAR – Search and Rescue – sia in ambito militare che civile, grazie alla piena integrazione nel dispositivo di soccorso nazionale.
Ci dirigiamo verso la sala vestiario e iniziamo a discutere con i due equipaggi i dettagli della missione.
Due gli elicotteri impegnati nell’addestramento di oggi, il 15-67 in configurazione SAR e il 15-74 allestito per una missione di Anti Incendio Boschivo (AIB).
Proprio sul 15-74 inizia il nostro volo al seguito degli Speedy. Decollati da Decimomannu dirigiamo verso l’area delle operazioni, situata nei dintorni del lago Mulargia, a nord-est rispetto alla base.
Mentre ci avviciniamo al Lago, approfittiamo per qualche scatto che possa rappresentare la storia del Centro e quella della Sardegna. Come se non sfruttando lo sfondo di un Nuraghe?
In formazione in due elicotteri si portano sul nuraghe Arrubiu, un complesso nuragico situato nel territorio del comune di Orroli nella provincia del Sud Sardegna, il più grande e complesso nuraghe della Sardegna e tra i maggiori monumenti protostorici di tutto l’occidente europeo.
Subito dietro al Nuraghe si trova il lago Mulargia, zona che oggi vedrà l’addestramento di uomini e mezzi dell’80° Centro Sar
Una vecchia casa abbandonata simulerà il target per un soccorso. Simuliamo che ci siano delle persone sul terrazzino, un piccolo spazio di pochi metri quadri.
Non uno scenario surreale, ma uno scenario che gli uomini del 15° Stormo si sono trovati davanti in una delle ultime grandi emergenze che li ha visti protagonisti, l’alluvione dell’Emilia Romagna nel 2023.
Sono state oltre 340 le persone in difficoltà soccorse dagli equipaggi e dagli elicotteri del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare in quell’occasione. Uomini, donne e bambini salvati da tetti e terrazzini, impossibilitati ad uscire dalla loro abitazione.
L’elicottero si avvicina, il portellone è aperto e l’Aerosoccorritore è vincolato e pronto ad uscire.
3, 2, 1 l’elicottero raggiunge la verticale e restando in hovering inizia la calata al verricello.
Pochi secondi e l’aerosoccorritore si appoggia sul terrazzino.
“Luca, devi mostrare con le foto che il soccorritore è stato calato perfettamente sul terrazzino, che non sembri che lo abbiamo fatto scendere sul tetto…sarebbe troppo facile!”
E’ solo un’esercitazione, ma ci mostra la preparazione degli equipaggi in uno scenario delicato e senza margine di errore. Ed immaginiamolo con maltempo, vento e bassa visibilità, oppure di notte.
Veniamo sbarcati dal 15-74 e in pochi secondi viene installata la benna anti incendio, con la quale l’equipaggio si esercita per uno dei compiti di istituto, l’anti incendio boschivo.
Ogni anno infatti, con l’arrivo delle alte temperature estive, la Difesa mette i propri mezzi a supporto delle attività volte a fronteggiare i possibili incendi, con una gestione integrata e coordinata di tutte le forze in campo e le risorse disponibili, sia a livello regionale che nazionale. Tra queste forze in campo ci sono l’80° e l’82° centro Sar del 15 Stormo
In configurazione AIB l’HH-139 è equipaggiato con la benna “Bambi Bucket”, agganciata al gancio baricentrico e capace di trasportare circa 900 litri d’acqua, effettuando il rifornimento in vasconi appositamente predisposti o specchi d’acqua.
Saliamo sul secondo HH-139 per rientrare alla base, mentre l’equipaggio del 15-67 continua ad esercitarsi nel pescaggio e sgancio di acqua.
Manca poco alla stagione estiva e al periodo in cui gli incendi boschivi diventano una piaga per il Sud Italia e per la Sardegna…tra poche settimane questo scenario esercitativo diventerà purtroppo realtà.
Conclusioni
Quello che abbiamo vissuto oggi – e che abbiamo cercato di raccontarvi – non è soltanto una serie di dati o una cronaca operativa: è la fotografia viva di cosa significa essere al servizio del prossimo, anche quando il prossimo è un perfetto sconosciuto, in mezzo al mare, nel cuore della notte, o aggrappato a una parete montuosa. Significa essere sempre pronti a salire su un elicottero, consapevoli che ogni volo può portare a salvare una vita
In un’epoca dove tutto sembra diventare sempre più veloce e automatizzato, questi uomini e queste donne ci ricordano il valore del contatto umano, della preparazione, dell’addestramento. Ci ricordano che dietro ogni emergenza, ogni notizia al telegiornale, ogni salvataggio che appare come una nota a piè pagina, c’è una storia di fatica, di dedizione, di addestramento costante. C’è una squadra coesa, quella del 15° Stormo.
Il 15° Stormo, con i suoi centri sparsi sul territorio nazionale, è fatto prima di tutto da uomini e donne. Ogni giorno questi equipaggi si addestrano, volano, mantengono gli assetti e si preparano per affrontare condizioni meteo proibitive, scenari complessi, missioni che non lasciano spazio all’improvvisazione. E lo fanno in silenzio, lontano dai riflettori, senza aspettarsi applausi, ma con la piena consapevolezza che la loro presenza può fare la differenza tra la vita e la morte.
E allora questa conclusione non vuole essere soltanto un saluto e un ringraziamento all’Aeronautica Militare per questa esperienza e questo articolo. Vuole essere un invito, un invito a riflettere su quanto spesso diamo per scontato. Sulle vite dedicate agli altri, sul sacrificio invisibile di chi lavora quando noi dormiamo, e su quella nobile semplicità con cui queste persone fanno quello che fanno.
Abbiamo volato con loro per poche ore, ma bastano pochi minuti per capire che non si tratta di un lavoro qualsiasi.
Chiudiamo questo viaggio con un pensiero semplice: finché ci saranno persone come quelle dell’80° Centro SAR, potremo guardare al cielo con un po’ più di fiducia. Perché sappiamo che, se mai dovessimo trovarci in difficoltà, non saremo soli.
Loro ci saranno. E verranno a prenderci. Anche quando il mondo sembra fermarsi. Anche quando tutto sembra perduto. Anche, e soprattutto, quando nessun altro può arrivare.
Un ringraziamento speciale a tutto il personale dell’80° Centro Sar di Decimomannu per averci ospitato e averci coinvolto nel loro addestramento e all’Ufficio Stampa dell’Aeronautica Militare per aver autorizzato l’attività.
Foto Luca Ocretti salvo diversamente specificato.
Informazioni storiche tratte da www.decimomannuairbase.com






















