L’area è stata individuata, siamo a 2000 metri e c’è ancora qualche residuo delle ultime nevicate.
Portelloni aperti, specialista ad osservare la zona e in costante contatto con i piloti. Sotto di noi la Val di Susa e le ripide pareti circostanti.
20 metri, 10 metri, 5 metri, pattino a terra.
3 fucilieri sbarcano e scendiamo anche noi, armati di macchine fotografiche.
Tempo di allontanarsi e l’UH-205A ritorna in volo, riempiendo la valle con il suo inconfondibile flappeggio, mentre i tre fucilieri difendono l’area.
Inizia con un’inserzione in alta quota il nostro articolo di oggi, per raccontare una giornata con gli uomini del 34° Distaccamento Permanente “TORO” dell’Aviazione dell’Esercito
Dai prati di Venaria Reale alle alte cime delle Alpi, passando per la Val di Susa. Una giornata di addestramento per loro, una nuova esperienza per noi, seguendo le attività di un reparto dove il volo in montagna è la quotidianità.



Il 34° AVES TORO e l’Aeroporto di Venaria Reale – un po’ di storia
All’ombra della Reggia di Venaria Reale, dove la storia sabauda si fonde con la la bellezza architettonica, è basato il 34° Distaccamento Permanente “TORO” dell’Aviazione dell’Esercito. Eredi della prima Sezione Aerei Leggeri nata nel 1957, gli equipaggi del “TORO” rappresentano un’eccellenza nel volo in montagna in operazioni di soccorso e in favore della manovra delle Truppe Alpine.
La storia dell’Aeroporto di Venaria Reale inizia nella Primavera del 1909, quando il biplano Faccioli (dal nome del suo inventore, l’Ingegnere Aristide Faccioli, 1° velivolo interamente progettato e costruito in Italia), volò su Venaria Reale. L’attività prosegui negli anni successivi e con l’inizio della grande guerra, nel 1915, sorse sull’aeroporto un’importante scuola di volo della neonata Aviazione del Regio Esercito.
Il 7 maggio 1923 venne costituito a Brescia il 1º stormo caccia terrestre, e uno dei tre gruppi di volo che lo componevano venne basato a Venaria Reale (sede del VIII gruppo con la 70^ e 80^ sgd.).
Dopo la partenza dell’VIII Gruppo per Campoformido, nel 1927, a Venaria Reale si basò il 5º gruppo osservazione aerea del 19° stormo, con piloti della Regia Aeronautica e osservatori del Regio Esercito.

Nell’ottobre 1943 iniziarono ad affluire all’aeroporto “MARIO SANTI” piloti e specialisti dell’aeronautica che non avevano accettato l’armistizio e venne costituita la Squadriglia complementare d’allarme “Montefusco”, equipaggiata all’inizio con Fiat G.55 e Macchi M.C.205, designata a difendere i centri industriali torinesi e l’intero Piemonte
L’aeroporto di Venaria Reale fu ripetutamente attaccato dai cacciabombardieri alleati, subendo l’ultimo devastante bombardamento il 29 aprile 1945. Subito dopo questa data, le infrastrutture superstiti – tra cui hangar, polveriere e officine – vennero minate e fatte brillare dai genieri della Luftwaffe; di quello che era il campo di volo di Venaria Reale non rimasero che rovine.
Nel 1954 un primo nucleo, costituito dalla SAL (Sezione Aerei Leggeri) del Comando Divisione Fanteria “Cremona” e 7° Rgt. A. Cam. della neonata Aviazione Leggera dell’Esercito prese possesso dell’area con una tenda 6×6 mt, una Fiat campagnola, un piccolo nucleo di piloti e specialisti, un plotone del 7° Reggimento Artiglieria di Torino, un carro Biga radio ed un carro comando.
È l’inizio della storia recente dell’aeroporto, che ci porterà fino ai giorni nostri.
All’epoca l’aeroporto era attivo con velivoli utilizzati per l’osservazione del tiro delle artiglierie, ancora con marche di identificazione civili e nel 1957 veniva costituita anche la SAL della Brig. Alpina “TAURINENSE”. Di seguito avviene l’immatricolazione militare dei velivoli, l’arrivo dei primi elicotteri, la formazione dei RAL (Reparti Aviazione leggera) della Divisione “CREMONA” e della Brigata Alpina “TAURINENSE”

Successivamente, con la ristrutturazione dell’ALE, a Venaria si uniscono i due RAL e nasce il 442° Sqd.ERI-3 inquadrato nel 44° Gr. Sq. ALE “FENICE” di Belluno, dipendente dal 4° raggruppamento ALE “ALTAIR” di Bolzano.
Il 1° settembre del 1985 nasce il 34° Gruppo Squadroni ALE “TORO”, con l’acquisizione del 545° EM-2 di Pollein (AO), inquadrato sempre nel 4° raggruppamento ALE “ALTAIR”
Dal 31 luglio 2019 nel quadro di una ulteriore riorganizzazione dell’Aviazione dell’Esercito il 34° Gruppo Squadroni Aviazione dell’Esercito “TORO” assume la configurazione organica di Distaccamento Permanente “TORO” con uno squadrone di volo Light Utility Helicopter (LUH) al cui interno trova collocazione la relativa sezione di mantenimento.
Il 34° Distaccamento Permanente “TORO”, insieme al 54° Gruppo Squadroni “CEFEO”, fa oggi parte del 4° Reggimento AVES “ALTAIR”, di cui abbiamo parlato in questo articolo, durante la nostra visita del 2023 ed è una delle componenti operative della Brigata Aeromobile “FRIULI”.

Dai cieli sabaudi a tutto il mondo
Il 34° “TORO” è stato protagonista di numerose operazioni, sia in Italia che all’estero. Operazioni che hanno portato il Reggimento da cui dipende – il 4° “ALTAIR” ad essere il reparto di volo dell’AVES più decorato d’Italia, con 5 Medaglie d’Argento al Valor Civile, 1 Croce d’Argento al Merito dell’Esercito, 1 Medaglia di Bronzo al Merito della Croce Rossa Italiana e 1 Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito

Queste onorificenze sono state assegnate per operazioni eroiche di soccorso lungo tutto l’arco alpino oltre a missioni di pace e interventi in occasione di calamità naturali, tra cui il disastro del Vajont (1963), le alluvioni in Trentino-Alto Adige e Belluno (1966), il sisma in Friuli (1976) e le missioni di Peacekeeping in Mozambico (1995).
A livello di gruppo di volo il 34° “TORO” è stato impiegato nelle operazioni internazionali:
dal 1996 al 2006 in Bosnia Herzegovina, seguendo le missioni ONU (IFOR), NATO (SFOR), quindi UE (Althea);
da agosto 2007 a febbraio 2008 con il rientro dei “4 assi” da Naqoura (Libano) a Venaria Reale, si chiude “de facto” e dopo quasi 29 anni di onorato servizio (dal 3 luglio 1979 al 25 febbraio 2008) l’epoca dell’impiego degli AB205 nel teatro mediorientale, nell’ambito del Contingente ITALAIR alle dipendenze del contingente UNIFIL dell’ONU.
Nel 2009 il gruppo si rischiera a Djakovica, in Kosovo prendendo parte alla missione NATO “Joint Enterprise”.

Personale ed elicotteri del gruppo sono stati impiegati inoltre a supporto nelle seguenti operazioni:
UNTAG in Namibia (1989);
ITALFOR “Airone” in Kurdistan (1991);
ONU “Restore Hope” in Somalia (1992);
“Albatros” nell’ambito dell’operazione UNOMOZ in Mozambico (1993);
ISAF in Afghanistan dal 2010 al 2012;
INHERENT RESOLVE in Iraq dal 2016;
TAKUBA in Mali dal 2021.

In territorio nazionale il 34° “TORO” è inserito in diversi piani di impiego al servizio della comunità e in supporto alle altre organizzazioni dello Stato, partendo dal PIAN (Pronto Intervento Aereo Nazionale), che garantisce la presenza di un assetto UH-205A disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e arrivando all’AIB (Antincendio Boschivo), con equipaggi ed elicotteri integrati nel dispositivo di protezione civile nazionale nella stagione estiva.
La sinergia con i reparti alpini, focus del Reparto, emerge anche in attività legate alla sicurezza sul territorio, grazie alla collaborazione con la Brigata Alpina “Taurinense” e il Centro Addestramento Alpino di Aosta.
In questo contesto, gli elicotteri del 34° Distaccamento Permanente “TORO” diventano uno strumento indispensabile per la mappatura delle aree a rischio valanghe, le Campagne di Bonifica Ordigni ad alta quota e il servizio METEOMONT.

Il volo in montagna al 34° Toro
Il 4° “ALTAIR” e il 34° Distaccamento Permanente “TORO” rappresentano il punto di riferimento nazionale per il volo in montagna, con equipaggi addestrati per pianificare e condurre missioni di volo ad alta quota, spesso in condizioni metereologiche marginali e pianificate con prestazioni prossime al limite della macchina, in una sinergia Uomo-Macchina-Ambiente quasi perfetta.
Un’attività che richiede addestramento costante e una profonda conoscenza del territorio e dell’elicottero.
«Volare in montagna significa confrontarsi ogni giorno con un ambiente che cambia rapidamente e che non concede margini di superficialità. Quote elevate, vento, turbolenze, vallate strette, condizioni meteo variabili e punti di atterraggio spesso ridotti impongono un’elevata preparazione tecnica e grande capacità decisionale.»



«L’addestramento si sviluppa progressivamente: si parte dalle tecniche base di pilotaggio e navigazione fino ad arrivare alle operazioni in ambiente alpino complesso, anche in condizioni degradate o notturne. Grande attenzione viene dedicata al Crew Resource Management, alla standardizzazione delle procedure e al lavoro di equipaggio, perché in montagna il coordinamento tra piloti, specialisti e mitraglieri è fondamentale.»
Operare sulle Alpi significa per gli equipaggi del 34° “TORO” anche mantenere una stretta connessione con il territorio e con le truppe alpine dell’Esercito, supportando attività addestrative, operative e di soccorso in contesti dove l’elicottero spesso rappresenta l’unico mezzo di movimento realmente efficace.
Focus Pilota – Percorso per diventare pilota dell’Aviazione dell’Esercito

«Diventare pilota dell’Aviazione dell’Esercito significa intraprendere un percorso lungo e altamente selettivo, che unisce preparazione militare, formazione accademica e addestramento al volo.
Dopo l’iter concorsuale e la formazione iniziale come ufficiale o maresciallo, il personale destinato al volo affronta una fase addestrativa presso le scuole di volo in Italia o all’estero, dove apprende le basi del pilotaggio, e una specifica presso il Centro Addestrativo dell’Aviazione dell’Esercito, per la formazione sulle tecniche operative su ala rotante.
La formazione non termina con il brevetto: l’attività addestrativa prosegue costantemente durante tutta la carriera, attraverso missioni, corsi specialistici e addestramento continuo in diversi ambienti operativi, dalla montagna ai teatri internazionali.»
AB-205 Huey, la storia dell’ala rotante al 34° “TORO”
L’AB-205 “HUEY” è una macchina che ha scritto la storia dell’ala rotante di tutto il mondo, e continua ancora oggi a dimostrare qualità straordinarie.
In reparti come il 34° “TORO” l’AB-205 è stato un fidato compagno di decenni di storia, nei cieli di tutto il mondo, in qualsiasi tipo di operazione.
«Operare con il “205” significa conoscere profondamente il mezzo, sfruttarne l’affidabilità e valorizzarne la semplicità operativa anche in contesti impegnativi» ci raccontano i piloti davanti ad uno degli AB-205 del Reparto, un “giovanotto” prodotto su licenza dall’Augusta all’inizio degli anni ‘70
«L’AB-205 è un elicottero che richiede esperienza e sensibilità, ma che restituisce grande versatilità. Nel tempo il reparto ha sviluppato un know-how importante, maturato attraverso migliaia di ore di volo in Italia e nei teatri operativi all’estero. Il binomio uomo macchina ha raggiunto un livello di efficienza che lo ha portato ad operare dalle piane del Mozambico alle montagne dell’Afghanistan.»



«Dietro ogni missione c’è inoltre il lavoro costante e meticoloso del personale manutentore, che rappresenta una componente essenziale della capacità operativa del reparto. La professionalità e la dedizione dei tecnici consentono di mantenere la linea efficiente e pronta all’impiego in ogni condizione ambientale»
Uno dei punti di forza del 205 è la sua modularità. In base alla missione, l’elicottero può essere rapidamente riconfigurato per il trasporto truppe, il trasporto materiali, attività di supporto operativo o evacuazione sanitaria.
«Il vano di carico può essere allestito con differenti configurazioni di sedili oppure con barelle per missioni CASEVAC o MEDEVAC. A bordo possono essere installati equipaggiamenti dedicati alle comunicazioni, sistemi per il trasporto carichi esterni al gancio baricentrico e dotazioni specifiche per operazioni tattiche o di soccorso. Questa flessibilità permette al reparto di adattare rapidamente la macchina alle esigenze operative del momento.»



Il futuro dell’Aviazione dell’Esercito: l’elicottero UH-169
Dopo decenni di operatività con l’UH-205 Huey il suo sostituto è già prossimo ad arrivare anche al 34° “TORO”. Stiamo parlando dell’UH-169, un elicottero moderno e che – come ci raccontano – rappresenta un importante salto generazionale.

Ultimo arrivato nella famiglia dell’Esercito, l’UH-169 è un assetto ala rotante che punta sulla versatilità e la tecnologia quale moltiplicatore di capacità, con l’obbiettivo di sostituire la linea legacy di Forza Armata diventando una piattaforma idonea a sviluppare il comando e controllo, il supporto al combattimento e il trasporto operativo e logistico a favore delle forze aeromobili e terrestri, idoneo ai nuovi scenari moderni.
La nuova piattaforma, frutto della sinergia tra la Difesa e i mondi accademico e dell’industria in risposta ai nuovi scenari, garantirà maggiori prestazioni, avionica moderna, migliori capacità di navigazione e una gestione più efficiente della missione, aumentando al tempo stesso sicurezza e consapevolezza situazionale dell’equipaggio.
Il nuovo elicottero consentirà di operare con maggiore efficacia anche in scenari complessi, grazie a sistemi più evoluti e a una migliore integrazione delle informazioni a bordo. Anche dal punto di vista logistico e manutentivo porterà benefici significativi, migliorando sostenibilità e disponibilità della linea.
Per gli equipaggi sarà uno strumento estremamente versatile, capace di raccogliere l’eredità del 205 mantenendo uno sguardo proiettato verso le esigenze operative future della Forza Armata
Focus Mitragliere – Percorso e ruolo del mitragliere di bordo

«Il mitragliere dell’Aviazione dell’Esercito è una figura fondamentale all’interno dell’equipaggio. Dopo la formazione militare di base da fuciliere, il personale selezionato segue uno specifico percorso addestrativo che comprende tecniche operative, sicurezza del volo, conoscenza delle tecniche di Crew Resource Management, impiego degli apparati di bordo e utilizzo delle armi di reparto.
La qualifica di mitragliere di bordo richiede preparazione tecnica, coordinamento con i piloti e capacità di operare in ambienti complessi e dinamici. Durante le missioni il mitragliere contribuisce alla sicurezza dell’equipaggio e del personale trasportato, mantenendo costantemente il controllo dell’area operativa.
Nei contesti operativi moderni, dove l’incertezza e le minacce sono sempre maggiori, il loro ruolo assume ancora più importanza: questa figura rappresenta spesso il collegamento diretto tra capacità tattica, protezione della forza e rapidità d’intervento.»
Galleria Fotografica
In occasione della nostra visita al 34° “Toro” abbiamo avuto l’opportunità di documentare un addestramento a bordo di un elicottero AB-205 in diversi scenari e condizioni, dalla pianura alle Alpi, passando per zone confinate, strette creste e aree sabbiose.
In attesa di un secondo articolo raccontando la giornata, vi lasciamo con questa galleria fotografica









































Ringraziamenti
Desideriamo ringraziare lo Stato Maggiore Esercito per aver autorizzato l’attività e per la fattiva collaborazione.
Un sentito ringraziamento ai piloti, all’operatore di bordo e ai fucilieri presenti per la grandissima professionalità, gentilezza e collaborazione nello svolgimento di questa attività.
Foto Luca Ocretti, salvo diversamente specificato.
Foto storiche ai rispettivi autori, in alcuni casi sconosciuti


