Soccorso ad alta quota: una giornata con il SAGF e la Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Bolzano 

Stiamo rientrando verso Bolzano a bordo di “Volpe 505”, UH-169A della Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Bolzano, al termine di una mattinata di addestramento con la Stazione del SAGF (Soccorso Alpino Guardia di Finanza) di Prato alla Drava.

Un’opportunità per seguire da vicino una giornata di addestramento all’utilizzo degli elicotteri durante i soccorsi, con imbarchi operativi, discese e risalite al verricello. 

Superiamo il Passo Gardena, quando qualcosa cattura lo sguardo dell’equipaggio. Nei prati sottostanti ci sono alcune persone: una è a terra, l’altra solleva le braccia formando il segnale internazionale di richiesta di aiuto.

Siamo i primi ad intervenire. Un intervento reale, inatteso, che trasforma un’esercitazione in un’operazione di soccorso.

Essere al posto giusto al momento giusto, con un occhio volto al soccorso e l’esperienza di migliaia di ore di volo tra queste cime. Tante coincidenze, che hanno portato ad essere lì prima di chiunque altro e poter intervenire con un tecnico del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, coordinando i soccorsi all’infortunato (un turista scivolato sulla neve e con una frattura alla tibia).

Stavolta il racconto comincia dalla fine, quasi a ricordare a cosa serva davvero tanto addestramento.

Una conclusione inattesa per una giornata di esercitazione che dimostra, ancora una volta, perché si investe così tanto nella preparazione e nell’addestramento. Ciò che oggi è un’esercitazione, domani può fare la differenza nel salvare una vita.

Ma torniamo a qualche ora prima…


Ore 8:00, venerdì 14 novembre

Varchiamo i cancelli della caserma Stefano Gottardi (Appuntato M.O.V.C. Medaglia d’Oro al Valor Civile), per tornare in un reparto già conosciuto ai lettori di AvioHub.
Era infatti il 2022 quando portavamo sulla rivista uno dei primi articoli raccontando una sezione Aerea della Guardia di Finanza, quella di Bolzano. Le “Volpi” delle Dolomiti, un reparto con una lunga storia alle spalle e con una grandissima esperienza nel soccorso tra le alte cime.

Con una competenza sul territorio che va dal Trentino ad alcune provincie del Friuli Venezia Giulia per l’area montana, la Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Bolzano è oggi equipaggiata con il moderno UH-169, fiore all’occhiello dell’industria aeronautica italiana.

Ad integrare per le operazioni di ricerca e soccorso il sistema composto da piloti e specialisti altamente qualificati della Sezione Aerea, ci sono i tecnici del SAGF, il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza.

Ed è proprio per raccontare la loro attività che siamo stati a Bolzano, seguendo una giornata di addestramento.


Saremo a bordo dell’elicottero UH-169A “Volpe 505” e l’equipaggio di oggi è composto dal Comandante della Sezione di Bolzano, Capitano S. Leone, dal Mar. M. Santiglia e dal Brigadiere Capo R. Verdone, unitamente al tecnico di elisoccorso del SAGF Appuntato Scelto QS C. Giongo, presente questo weekend presso la Sezione Aerea.

Il personale SAGF svolge infatti dei turni di pronto impiego presso le Sezioni Aeree normalmente tutti i fine settimana dell’anno e l’intera settimana nei periodi di maggior frequentazione della montagna, al fine di ridurre i tempi d’intervento in caso di attivazione e garantire sempre la presenza a bordo di un Tecnico di Elisoccorso.

» Tali turni sono inoltre un’ottima occasione per l’addestramento e per implementare l’affiatamento con l’equipaggio. Nei casi in cui il personale S.A.G.F. non sia presente in loco, previa coordinazione con lo stesso, si procederà ad imbarcarlo nella zona di interesse operativo e di loro competenza territoriale per avviare le attività di ricerca e soccorso, proprio come simuleremo oggi »

La nostra giornata con le “Volpi di Bolzano” inizia con il consueto briefing meteo e prosegue con una descrizione delle attività e della zona che coinvolgeremo, analizzando eventuali criticità lungo il percorso e la presenza di eventuali Notam.

Protagonisti di oggi alcuni tecnici del SAGF della Stazione di Prato alla Drava (San Candido)

Il SAGF – Soccorso Alpino della Guardia di Finanza

Istituito il 30 marzo 1965 il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza si compone di numerosi Reparti di esecuzione del servizio, le Stazioni di Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, e di un organo tecnico, costituito dalla Scuola Alpina della Guardia di Finanza di Predazzo, ed espleta una serie di funzioni fondamentali a tutela della sicurezza e della legalità nelle aree montane.

Sul fronte del soccorso alpino, gli operatori intervengono in caso di incidenti o situazioni di pericolo, prestando aiuto a persone infortunate o in difficoltà e procedendo, quando necessario, al recupero di salme. Le operazioni si estendono a ogni tipo di ambiente montano — neve, ghiaccio, roccia o terreni accidentati — e vengono svolte spesso in collaborazione con altri enti di soccorso e con l’impiego di mezzi aerei del Corpo o di altre istituzioni. 

Rientrano tra i compiti anche l’addestramento specifico, la partecipazione ad esercitazioni periodiche con altri organismi e la raccolta di dati utili allo studio e alla prevenzione degli incidenti da valanga. Parte dell’attività riguarda inoltre la sicurezza sulle piste da sci ed il supporto alle operazioni di ricerche di persone scomparse.

In ambito di protezione civile, il S.A.G.F. è chiamato a intervenire in occasione di eventi calamitosi, assicurando un soccorso organizzato e coordinato e prendendo parte alle esercitazioni promosse dal Servizio Nazionale della Protezione Civile.

Per quanto riguarda la tutela ambientale, le stazioni effettuano perlustrazioni nelle aree montane con l’obiettivo di vigilare, prevenire e reprimere violazioni in materia ambientale. Non mancano infine compiti di natura militare e di pubblica sicurezza, come la vigilanza delle zone impervie lungo la frontiera terrestre e la ricognizione dei cippi di confine.

Alle stazioni S.A.G.F. competono anche funzioni di Polizia Giudiziaria, in particolare quando si tratta di indagare su fatti penalmente rilevanti legati alla scomparsa o alla morte di persone in ambiente montano o difficile da raggiungere.

Mappa delle stazioni SAGF in Italia

Per quanto riguarda il personale S.A.G.F. possiamo declinare varie figure:

  • il T.S.A. Tecnico di Soccorso Alpino è un militare specializzato impiegato nelle operazioni di ricerca e soccorso di dispersi, infortunati ed al recupero di eventuali salme. E’ abilitato alla procedure del primo soccorso e concorre nelle operazioni di ricerca e soccorso nei vari scenari operativi nei quali siamo chiamati ad operare;
  • il T.E.  Tecnico di Elisoccorso è una figura abilitata alle varie tecniche del soccorso aereo; i suoi compiti sono quelli di gestire e coordinare le operazioni di soccorso al di fuori delle competenze del T.S.A., garantire la sicurezza nelle operazioni di soccorso anche mediante una costante comunicazione con l’elicottero via radio, ispezionare tutto il materiale che viene imbarcato a bordo, controllare l’efficienza dei dispositivi radio e delle comunicazioni mediante ICS, coadiuvare l’operatore al verricello nel controllare che tutto il materiale a bordo sia vincolato in caso di apertura del portellone;
  • U.C.S. – Unità Cinofila di Soccorso è un militare specializzato con ausiliare, abilitato alle tecniche di ricerca e soccorso di persone disperse in valanga o in superficie ed è altresì abilitato ad essere calato/recuperato con il verricello di soccorso.
  • T.E.R. – tecnico della ricerca è un militare specializzato S.A.G.F. abilitato a compiere tutte quelle operazioni che possono agevolare la ricerca e soccorso di persona dispersa mediante l’utilizzo del sistema di bordo “IMSI/IMEI Catcher”. Questa figura, più nel dettaglio, tramite l’ausilio della più recente tecnologia, riesce a reperire dati di fondamentale importanza che permettono di restringere la zona di ricerca durante le operazioni menzionate.

Addestramento al verricello con l’UH-169 della Sezione Aerea di Bolzano

Arrivati nella zona designata è l’ora di incontrare i tecnici del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza che prenderanno parte all’attività, con i quali effettuiamo un dettagliato briefing sulle procedure a bordo e durante i movimenti con il verricello.

Come ci racconta il Brigadiere Capo R. Verdone, tecnico verricellista a bordo dell’UH-169 «Il verricello di soccorso rappresenta un ausilio di fondamentale importanza in tutte quelle zone che non permettono un atterraggio dellelicottero in condizioni di massima sicurezza; parliamo delle cosiddette zone impervie, nelle quali ci troviamo spesso ad operare»

« Apparentemente può sembrare unattività molto semplice – continua il Brigadiere Capo R. Verdone -, ma nella realtà dei fatti essa rappresenta una commistione di varie fasi. Dalla radioguida per arrivare sul punto dinteresse operativo, al mantenimento dellelicottero stabile e fermo su questo punto e arrivando a calare/recuperare” il soccorritore in massima sicurezza; tutto questo è frutto di tanto addestramento tra personale aeronavigante e personale soccorritore, ma soprattutto di tanta intesa tra lequipaggio stesso che intraprende questa delicatissima operazione »

Dopo i primi verricelli, veniamo imbarcati anche noi, verso la seconda zona di operazioni della giornata, ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo.

L’addestramento continua, e tra una rotazione e l’altra cerchiamo con i nostri scatti di raccontare la professionalità di piloti, tecnici e soccorritori.

Tra loro tecnici di soccorso alpino e alcuni tecnici di elisoccorso, personale specializzato proprio nelle operazioni con gli assetti aerei del corpo.

« Dopo due anni dal conseguimento della qualifica “Tecnico di Soccorso Alpino” si può accedere al corso per l’abilitazione “Tecnico di Elisoccorso”, acquisendo ulteriori tecniche di soccorso aereo rispetto al militare TSA, che rendono in grado di gestire ed effettuare efficacemente il soccorso e il recupero di persone infortunate »

Per mantenere l’efficienza tecnica devono essere svolti periodicamente attività addestrative con il mezzo aereo (minimo quattro all’anno per il militare TSA, otto per il TE), attività volte ad operare in sicurezza con l’elicottero e a ricreare possibili situazioni reali di intervento.

« Una volta terminata lattività è fondamentale un momento di analisi e di debriefing” inizia il comandante della Sezione Aerea di Bolzano Stefano Leone al termine della giornata “Se oggi lutilizzo del verricello è stato così efficace ed automatico, è merito sicuramente delle ore che passiamo a terra ed in volo ad affinare procedure e sincronismi.

«Laddestramento non è un optional – continua il Cap. Stefano Leone – ma la garanzia che, quando operiamo in zone impervie, ogni manovra sia automatica, precisa e, soprattutto, sicura. Lintesa tra il personale aeronavigante e quello soccorritore è la nostra vera forza »

Abbiamo già anticipato all’inizio dell’articolo come si è conclusa la giornata, e in effetti non potevamo trovare modo migliore per chiudere questo racconto se non descrivendo ciò che è accaduto realmente.

Si è trattato di uno dei tanti interventi di soccorso: non il più grave, non il più delicato, ma comunque significativo.

Perché proprio la conclusione della giornata ci ricorda — ammesso che ce ne fosse bisogno — di quanto l’addestramento sia fondamentale. È quell’elemento che, nei momenti critici, può davvero fare la differenza.

Grazie al Comando Generale della Guardia di Finanza – Ufficio Stampa per aver autorizzato l’attività e a tutti i tecnici del SAGF presenti. Un ringraziamento particolare all’equipaggio e al Comandante della Sezione Aerea di Bolzano, Cap. Stefano Leone, per averci ri-accolto a Bolzano e per la consueta disponibilità e professionalità.

Author: Luca Ocretti

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